Trasloco

A tutti coloro che stanno seguendo questo blog e che ringrazio sentitamente… Visto che sono una persona sempre in movimento (?) comunico che a breve (appena capisco come si fa) trasferirò il blog su viaggifaidame.wordpress.com, per cui vi invito caldamente a seguirmi di lá. Offro birra e patatine a tutti, ovviamente, per l’inaugurazione.

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Viaggi, mete e mezzi

Come ho già detto (vedi qui) organizzo le vacanze per me e il Signorino principalmente in funzione del mezzo di trasporto.
Partiamo dall’inizio.
Agosto 2010: prime vacanze estive insieme. Avevo voglia di fare una vacanza selvaggia e on the road. Per cui colgo la palla al balzo: il Signorino abita a Genova e ha uno scooterone… per cui la meta delle ferie diventa quasi automatica. Corsica in moto. Quale soluzione migliore se non prendere il traghetto da Genova Voltri, scendere a Bastia, attraversare in moto tutta la Corsica da nord a sud in appena 6 giorni e ritornare a casa sempre in nave?
Agosto 2011: la Corsica ci è piaciuta talmente tanto che ci torniamo, sempre con gli stessi mezzi ma modificando il tour. Corsica in moto 2. Rimaniamo però nella parte settentrionale e questa volta la attraversiamo da est ad ovest e viceversa.

Probabilmente ci sarebbe stata anche Corsica in moto 3, soffermandoci al sud questa volta…. ma il Signorino dopo un incidente (con me dietro) decide che lo scooterone non è più affidabile per lunghi viaggi. Come se non bastasse, la bimba, ovvero la macchina del Signorino, è una delle vittime dell’alluvione di Genova di novembre 2011, per cui…
Agosto 2012: la mia macchina è piccola e non va bene per fare lunghi viaggi, il Signorino ha solo più la bici e non si fida a tirar la fuori dal box, per cui l’unica soluzione possibile è quella di viaggiare in aereo e affittare una macchina. A questo punto, non mi resta che scegliere la meta. Molto empiricamente scelgo la Spagna per la convenienza dei voli e la comodità di poter partire ed arrivare all’aeroporto di Genova. E Spagna sia. Ovviamente tour. Arrivo a Barcellona, raccattamento dell’auto e tour sulla Costa Blanca fino a Valencia e da lì verso Madrid. Rientro da Madrid. Peccato che incontriamo un intoppo che non avevo previsto…

Agosto 2013: ancora a piedi. Idem come sopra per la scelta della metà e del mezzo di viaggio. Questa volta si rimane in Italia e si vola in Sicilia. Sempre noleggio di auto e tour dell’isola da ovest ad est, con rientro da Catania.

E quest’anno? Quest’anno finalmente la macchina per viaggiare c’è. Visto che si aspettava solo quella e la meta è già da un po’ che c’è, si va dritti dritti in Croazia. Anche qui tour. Da nord a sud. Ma per i dettagli bisogna aspettare. Almeno fino ad agosto.

Viaggiare con la fantasia

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Mia mamma ha un agriturismo. In realtà però tutta la mia famiglia ha un agriturismo. Questa settimana è stata intensa. Abbiamo iniziato lunedì sera con 4 austriaci di Vienna che sono arrivati con delle macchine d’epoca. Le gentili consorti erano alquanto provate dal lungo viaggio. Ma ciononostante sono entrambe astemie e non toccano un goccio di vino.
Martedì sera sono arrivati i nostri amici Martin e Raffaella (svizzeri di Solothurn) che hanno cenato con noi e hanno trovato un loro cugino che non conoscevano. Anche lui svizzero ma delle vallate sopra Berna. Pazzesco. Hanno fatto 400 km a testa in macchina per venirsi a conoscere nelle Langhe davanti ad una bottiglia di Barbaresco.
Anche se sono a casa, riesco a viaggiare lo stesso. Incontro persone che mi raccontano dei loro posti e mi invitano ad andarli a trovare, non appena arriverà l’inverno. E sono fortunata. Perché mentre lavoro, sono a contatto con persone in vacanza, rilassate e con la voglia di ascoltare quello che per me è la quotidianità.

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Agosto 2013. La Sicilia si può fare

L’estate scorsa io e il Signorino abbiamo deciso di vedere la Sicilia… quasi tutta.
L’idea che ha mosso il mio ditino su internet alla ricerca di luoghi e sensazioni è stata quella di fare un tour quasi completo. Dico quasi perché in 11 giorni e 10 notti non siamo riusciti a vederla tutta e nemmeno non era il nostro intento. Volutamente abbiamo tralasciato il nord e la provincia di Messina… ma il resto ce lo siamo goduti davvero.

Ecco dove ci siamo fermati:
1. Trapani
2. Selinunte, Mazzara del Vallo e le saline di Marsala
3. Erice e San Vito lo Capo
4. Palermo e Monreale
5. Segesta, Serra dei Turchi e Agrigento
6. Enna e la Villa del Casale
7. Piazza Armerina
8. Ragusa e Ragusa Ibla, Marzamemi e Noto
9. Aci Castello e l’Etna
10. Siracusa

Il viaggio è stato lungo e intenso… già solo il fatto di dover scegliere le foto da pubblicare tra le 1200 scattate mi manda in crisi. Ma è sempre meglio avere una foto in più che una in meno…

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La Langa e la sua gente

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 la Langa del Barbaresco

Le Langhe sono il posto dove sono nata e dove attualmente vivo. Sono dolci colline, che caratterizzano il paesaggio del sud ovest del Piemonte. Il termine Langa deriverebbe dal celtico (pare che Asterix e Obelix fossero gli antenati dei Langhetti) langue, che indicherebbe proprio queste “lingue di terra”.

 Le Langhe sono solitamente divise in due “categorie”: la Bassa Langa, che va dai 200 ai 550 metri sul livello del mare, e l’Alta Langa, dai 550 ai 896 metri del Comune più alto, Mombarcaro, da cui nelle giornate limpide si vede il mare ligure. Con l’altitudine il paesaggio cambia, ma la forma delle colline rimane la stessa: morbida, allungata, docile, sembra quasi che qui sia tutto facile e piacevole. Ma è solo un’illusione.

La Bassa Langa viene poi suddivisa, a sua volta, in Langa del Barolo e Langa del Barbaresco: tale distinzione ha come discriminante la produzione di un vino piuttosto che l’altro.

Queste colline si sono formate lentamente, nel corso delle ere geologiche e anche per questo sono ricche di cultura e tradizione. La terra di queste colline è dura e argillosa… difficile da coltivare e da rendere fertile. Tant’è che vi cresce bene la vite, pianta resistente e capace di andarsi a cercare il nutrimento in profondità, dove le altre radici non arrivano. Come se fosse una lotta per la sopravvivenza… e i vigneti qui hanno vinto. Dalla Bassa all’Alta Langa la vite regna sovrana, intervallata da rarissime zone di bosco e/o noccioleti (nelle zone dove l’esposizione per l’uva non è ottimale) alle basse altitudini e sovrastata dagli stessi alle quote più alte.

la vite spregiudicata

 la vite spregiudicata

E come la vite è la gente che abita questi posti. Caparbi, lavoratori e devoti, non solo alla religione, ma soprattutto alla natura e alla terra. Gente che non si arrende mai, anche dove il terreno non sarebbe così propenso a lasciarsi domare, loro riescono nel loro intento. Non importa la fatica, il sudore, i sacrifici… l’importante è riuscirci. E le lavorazioni sulla vite vengono ancora fatte con lo spirito di una volta, con la stessa cura e devozione. Dove il cingolato non riesce ad arrivare perchè i filari sono troppo stretti oppure perchè la salita è troppo impervia, allora si va a piedi e i trattamenti si fanno con l’atomizzatore a spalla. Questi sono i Langhetti, per i quali il lavoro diventa ragione di vita, qualcosa di imprescindibile dalla quotidianità.

Planning

Volevo dedicare il primo post del mio blog a un luogo in cui sono cresciuta e che conosco a menadito (la modestia è una delle mie caratteristiche principali), ma mi sto rendendo conto che è difficilissimo e mi dilungo troppo. Per cui dedico il primo post a come organizzo i miei viaggi estivi.
Visto che il lavoro non me lo permette, le mie “vacanze lunghe” vengono sempre organizzate a cavallo di ferragosto: è il periodo peggiore, lo so, ma non posso fare diversamente… Per cui, inizio ad organizzare tra gennaio e febbraio.
La prima cosa è decidere la meta e lo faccio in base al mezzo di trasporto. Per quest’estate ad esempio ho deciso che ci saremmo spostati in auto (è una lunga storia a cui credo che dedicherò un altro post) e perciò quasi automaticamente ho scelto la Croazia. Dopodiché parto a studiarmi un po’ la geografia e la mappa della meta con relative distanze (abuso di google maps…). E parto con le prenotazioni. Eh sì, perché devo prenotare…. Il fatto è che il mio compagno di viaggi, il Signorino (come lo chiamo io), non va in tenda nè in ostelli. Condizione essenziale perché possa fregiarmi della sua compagnia durante le vacanze è il bagno privato… se poi c’è anche il bidè, diventa la persona più felice del mondo. Per cui l’organizzazione del viaggio diventa una continua ricerca di compromessi tra il mio spirito dell’avventura e il suo poco spirito di adattamento. Per le prenotazioni, anche qui, uso internet e abuso di Booking.com. Mi piace come motore di ricerca e lo trovo molto utile per selezionare le strutture in base alla zona e alla distanza dalla tappa del viaggio. Questo mi serve perché solitamente se sto organizzando un tour cerco posti un pochettino più periferici, che altrimenti non vedrei. Unica accortezza: faccio particolare attenzione alla cancellation policy della struttura, perché se mi capitasse un imprevisto durante la definizione del tour, posso modificare facilmente le tappe per la notte.
Questa è la metodologia che uso per organizzare i miei viaggi…. Posso dire quindi che le mie “vacanze estive” iniziano già a gennaio, perché è un continuo limare, informarsi, studiare cosa vedere, cosa fare, le strade da percorrere, eccetera eccetera. Per cui io in realtà sono già in viaggio per la Croazia 😉

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i bagagli usati l’estate scorsa per la Sicilia

Quando il viaggio si fa necessità

Credo che ogni cosa debba essere fatta al meglio, altrimenti tanto vale farla… perciò, non posso far altro che presentarmi.
Sono una viaggiatrice insaziabile. Sono nata sulle colline delle Langhe, in Piemonte e attualmente vivo qui, immersa tra i vigneti.
Il nome del blog tradisce le mie origini. Il nome girumeta dovrebbe essere in dialetto piemontese, ma non sono completamente sicura se esista davvero oppure se sia stato coniato ad hoc da mia madre per me. Il significato però mi è chiaro: bimba che gironzola e non sta mai ferma. E questa sono io.
Il viaggio per me è una necessità, un qualcosa di cui non si può fare a meno. E quando si torna, si riparte subito con la mente, per non fermarsi mai…
Ho visitato pochi posti, ma credo che ciò che ho visto fino ad oggi mi sia rimasto dentro nel bene o nel male… e sento il bisogno di raccontarlo, non per egocentrismo o manie di protagonismo, ma per condivisione. Perché uno degli aspetti migliori del viaggio è condividere prima e dopo, ma soprattutto durante.

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passeggiata notturna a Ostuni 

Viaggiare con Ansia

Ho un gatto. Si chiama Musa. In realtà non è un gatto, ma una Stalker.
Al mattino presto arriva alla mia finestra e miagolando mi sveglia e non smette finché non la faccio entrare. Al che, tutta contenta e con la coda dritta, si butta nel mio letto, ovviamente al centro e si piazza. E io mi ritaglio un posticino accanto a lei.

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Con la bella stagione mi porta i regali. Topi, ghiri, lucertole, pipistrelli…. una volta anche una biscia. Il bello è che le bestiole sono vive, perché lei vorrebbe che sia io ad ucciderle. Una volta il topo era tanto vivo che si è rintanato in qualche angolo recondito del mio guardaroba che ancora adesso ogni tanto Musa si pianta davanti all’armadio e miagola invitandolo ad uscire. La veterinaria mi ha spiegato che devo complimentarmi con lei, perché lei lo fa per dimostrarmi il suo affetto. Apprezzerei anche se mi volesse meno bene.
Quando torno dall’ufficio lei mi corre incontro. Peccato che io sia in macchina e debba fare attenzione che la coda davanti a me rimanga ben dritta. Se poi parcheggio e magari tardo un secondo in più a scendere, lei mi sale sul cofano e sempre miagolando mi invita a uscire. Non può stare lontano da me.

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Ad inizio aprile sono andata qualche giorno via con il Signorino. Prima di partire mi sono accorta che la Stalker non era in forma. Non mi si strusciava sulle gambe, non mi chiedeva da mangiare… Insomma, non era lei.
In pausa pranzo rientro a casa e la Stalker non mi viene incontro. Provo a darle qualcosa da mangiare, ma niente. Telefono quindi alla veterinaria che mi spiega che devo tenerla sotto controllo perché potrebbe aver mangiato un topolino avvelenato… Peccato che dovessi andare via per soli 4 giorni.
Il Signorino era disperato, la Stalker stava sempre peggio, per cui corro in farmacia, prendo al volo le medicine che mi aveva consigliato la veterinaria, le ficco in gola alla Stalker e partiamo….lasciando il gatto a casa.
Ho passato un weekend con Ansia, continue telefonate ai miei genitori chiedendo se la Stalker stava bene, se mangiava, eccetera eccetera. E loro cercavano di tranquillizzarmi.
Siamo rientrati la domenica mattina. Il Signorino aveva il terrore che le condizioni fossero peggiorate…. E invece lei stava benissimo, mangiava come un lupo e saltava come al solito. Unica pecca: mi ha tenuto il muso per 2 giorni facendosi coccolare dal Signorino invece che da me.

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la Stalker che si fa coccolare dal Signorino… una rara immagine di armonia tra i due